La tendenza economica degli ultimi anni si chiama Green Economy. Un fenomeno così potente che è diventato un obiettivo per tutti: questa scelta strategica per la politica e le imprese private, oggi pian piano raggiunge i consumatori.

 

La Green Economy nasce sulla suggestione dei cambiamenti climatici che si sono fatti sempre più evidenti negli ultimi 30 anni, congiuntamente al fenomeno della globalizzazione e all’ascesa delle nuove grandi potenze globali, in primis la Cina. Gli effetti sull’ambiente e di conseguenza sulla qualità della vita sembrano evidenti. La scelta, faticosa e ricca di contraddizioni, è stata quella di puntare sulla “crescita sostenibile”. Questo significa trovare un modo nuovo di produrre e consumare: una sfida davvero impegnativa!

 

Per questo tante nuove figura professionali stanno emergendo e sono al centro delle ricerche da parte di aziende ed istituzioni, quindi si lavora per la formazione green economy.

 

Think Global Act Local

L’impegno verso un’economia sostenibile ha avuto davvero tante difficoltà ad imporsi. Per molti paesi è parso addirittura una minaccia allo sviluppo. Tuttavia si tratta di un trend mondiale ed europeo, lanciato dalla stessa domanda di mercato, sempre più attenta all’ecologia, e dalle linee guida della politica.

 

A livello globale il momento più importante è stato l’accordo di Parigi del 2015, dove le nazioni si sono impegnate verso ambiziosi obiettivi. Quali? l’ONU sintetizza aspirazioni e situazione attuale in questo modo:
“Al momento non si sta facendo abbastanza per raggiungere i tre obiettivi climatici: ridurre le emissioni del 45% entro il 2030; raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 (cioè emissioni di anidride carbonica pari a zero) e stabilizzare l’aumento della temperatura globale a 1,5° C gradi entro la fine del secolo.”

 

Senza entrare in polemiche relative a scelte di alcuni stati, dobbiamo constatare che l’Europa è la realtà geografica ed istituzionale che, fra i grandi, più decisamente ha imboccato la strada della Green Economy.  La più grande sostenitrice è Ursula Von Der Leyen, che ha impostato tutto il suo mandato su questa riconversione economica, chiamandolo Green New Deal:
“Usando l’European Green Deal come bussola, possiamo trasformare la crisi di questa pandemia in un’opportunità per ricostruire le nostre economie in modo diverso e renderle più resistenti”, ha detto il presidente della Commissione.

 

Per raggiungere questi obiettivi è previsto l’investimento di un fiume di denaro, come si legge da una note della Commissione Europea:
“il cosiddetto “piano di investimenti per un’Europa sostenibile” – farà leva sugli strumenti finanziari dell’UE, in particolare InvestEU, per mobilitare investimenti pubblici e fondi privati che si dovrebbero tradurre in almeno 1 000 miliardi di € di investimenti.
Una scelta strategica fortissima che evidentemente segnerà la linea operativa delle aziende europee nella formazione delle nuove figure professionali in ambito green economy.

 

Quali sono i settori che attraggono gli investimenti?

I settori che in questo senso saranno colpiti sono moltissimi, perché bene o male tutte le filiere, in almeno qualche punto, possono essere ottimizzate. Diciamo che però ce ne sono 3 in particolare che vedranno in particolare un sostegno preciso e maggiore.
L’edilizia ed in genere tutto il sistema che si muove attorno all’efficientamento energetico degli edifici. Questo settore in particolare è il primo ad avere i riflettori puntati su di se, in quanto una grandissima parte degli sprechi avviene all’interno delle case e degli ambienti di lavoro. Quindi sarà necessario adottare le best-practice per la progettazione, la costruzione ed i materiali. Ma molto più, dal momento che già si lavora per l’ambizioso progetto degli edifici ad emissioni 0 o in altri casi “edifici autonomi”. In questo senso l’edificio non solo è predisposto per il risparmio energetico, ma anche per la produzione di energia.

 

Senza dubbio l’altro settore sotto l’attenzione del Green New Deal è la mobilità. Si tratta di uno dei settori più ricchi e ad intensità di capitale, ma anche quello che negli ultimissimi anni ha sostenuto le maggiori critiche da una parte ed il maggior impegno da parte delle case produttrici di veicoli dall’altra. Chiaramente al centro di tutto sembra esserci il motore elettrico. Questa tecnologia è in rapida evoluzione proprio grazie agli immensi investimenti in corso, che di fatto ambiscono a sostituire il tradizionale motore termico. La ricaduta in termini professionali è impressionante: tutte le officine meccaniche dovranno convertirsi, investimenti enormi per rendere “fruibile” il sistema di ricarica, nuove competenze necessarie anche a livello commerciale e consulenziale.
Il terzo settore su cui porre attenzione è il digitale. Si tratta del settore più trasversale e che maggiormente ha segnato i cambiamenti negli usi e nella cultura degli ultimi 20 anni. Green Economy e digitalizzazione vanno a braccetto per numerosi motivi, ma la pandemia ci ha mostrato una faccia specifica del nuovo mondo digitalizzato: lo smart working. Per quanto il telelavoro fosse grazie ad internet possibile già da anni, solo nel 2020 le aziende hanno cominciato a prenderlo sul serio: in una città come Milano si conta che lo Smart Working permetta circa 10.000€ di risparmio annuo per lavoratore. Non meno importante è la riduzione dell’impatto ambientale (-168Kg CO2 emessi). Infine, se si pensa anche ad un territorio come l’Alto Adige, fatto di montagne e piccoli villaggi, tantissime ore in meno sprecate in spostamenti e la possibilità di lavorare dal proprio paese.

 

Come si entra nella Green Economy? Quale lavoro?

Le opportunità di lavoro sono dunque numerose e bisogna capire come poterne approfittare. Anzitutto è necessario essere preparati, in secondo luogo bisogna poter accedere ad un lavoro che permetta effettivamente di mettersi alla prova e di avviare il proprio percorso professionale.

 

Edilizia Sostenibile, il Tecnico Progettista.

Questa figura professionale permette di accedere al mondo del progettazione sostenibile dell’edificio. La persona deve essere in grado di gestire le tecniche di progettazione (programmazione CAD, 3D e virtualizzazione BIM – questa ormai un prerequisito per accedere ai progetti di carattere pubblico). Sono richieste anche competenze economiche, per la predisposizione dei budget e della contabilità. Infine è necessaria una conoscenza ampia dei materiale eco-sostenibili, sia in fase di scelta che di valutazione.
Un professionista del genere è molto ricercato in Alto Adige, dove gli standard CasaClima sono ormai abituali e molti sono gli studi e le aziende edili alla ricerca di queste figure.
Per prepararsi c’è il corso di Kantea (Bolzano), che permette di accedere ad una formazione completa ed approfondita, conoscere i professionisti del settore ed ottenere il titolo certificato di Progettista Casa Clima.

Il meccanico – meccatronico

In quella che probabilmente sarà la tecnologia trainante della Green Economy per i prossimi anni, è necessaria la competenza nella meccatronica. Non è necessaria la laurea per accedere e poi per ottenere una preparazione completa che permetta di mettere le mani su veicoli ibridi ed elettrici.  Il corso migliore più qualificato
 in questo ambito è quello promosso da Kantea (Bolzano) che permette di conseguire la Qualifica PES “Persona Esperta nell’ambito dei lavori su vetture ibride ed elettriche” (CEI EN
50110-1 e CEI 11-27)

Digital Media Expert

L’ambito digitale è estremamente promettente ed opportuno per chi vuole
costruirsi una professionalità autonoma, con la possibilità di lavorare anche con grandi aziende, da casa. In questo caso esiste il digital media specialist, una figura capace di gestire sia gli aspetti tecnici/grafici del web (senza diventare un informatico) sia quelli del marketing e delle vendite online. Un riferimento per tutte quelle aziende che hanno bisogno di sviluppare la propria presenza digitale. In questo caso si consiglia il percorso per diventare “Social Digital Media Specialist” di Kantea (Bolzano) che permette di accedere a numerose aziende in Alto Adige e non solo.

Se desideri informazioni sulle nostre attività, sui corsi in partenza o sulle opportunità di collaborazione, puoi scrivere a kantea@kantea.it oppure contattaci al numero 0471/975313